giovedì 9 febbraio 2012

Intervista esclusiva ad Eva Callipo, presidentessa del Cuneo Calcio Femminile

 
Eva Callipo è nata a Cuneo l’1 Luglio 1967 e da anni lavora in uno studio notarile nella sua città natale. Dal 1999 è giornalista pubblicista e scrive per un settimanale di Cuneo, “La Bisalta” , in cui si occupa di varie discipline.

E’ appassionatissima di sport e in particolar modo di pallacanestro e calcio. Si definisce una persona molto schietta e sincera , caratteristiche che talvolta possono dare fastidio, in quanto non sempre tutti amano sentirsi dire la verità in faccia senza peli sulla lingua; come canta uno dei suoi cantanti preferiti, Sting, in “Englishman in New York”: “Be yourself, no matter what they say”.


Recentemente è stata nominata presidentessa del Cuneo Calcio Femminile e ne abbiamo approfittato per intervistarla.


Da quanto tempo è nell’ambiente del calcio femminile? Come è nata la passione per questo sport? In passato era calciatrice anche lei?
"Se dicessi che sono da quarant’anni nell’ambiente del calcio femminile, mi prendereste per matta, ma è fin da piccola che ho iniziato a seguirlo, in quanto mio papà ha allenato negli anni ’70 la prima squadra di calcio femminile di Cuneo, l’Alta Italia. Sono un’ex-cestista e quindi appassionata di basket (è addetto stampa della Vimark Cuneo, squadra maschile di serie C, ndr), ma il calcio, soprattutto quello femminile, è sempre stato nel mio DNA. L’ho sempre seguito come giornalista per delle testate locali e nel luglio del 2009 sono entrata a far parte dello staff dirigenziale della società cuneese".

Come mai da Vice Presidente a Presidente a campionato ancora in corso?
"La scelta di diventare Presidente è legata alle dimissioni rassegnate a metà dicembre dal nostro attuale presidente onorario Giorgio Calvetti. Accettate le dimissioni, i soci hanno proposto la mia candidatura, in quanto già vice, ed ai primi di gennaio è avvenuto l’avvicendamento".

E’ contenta della sua squadra e di come si sia comportata in questa prima parte del campionato? Quali obiettivi vi siete prefissati per questa stagione calcistica?
"Sono discretamente soddisfatta dell’andamento della squadra in questa primo scorcio di stagione, c’è infatti un po’ di rammarico per qualche partita persa immeritatamente, dove forse è mancato quel pizzico di cinismo in più per portare a casa il risultato. L’obiettivo prefissato è quello di raggiungere la salvezza, traguardo raggiunto più che brillantemente nelle passate stagioni, con un quarto ed un settimo posto all’esordio in serie B ed in serie A2. Siamo una squadra giovane e talvolta paghiamo lo scotto della poca esperienza, ma siamo fiduciosi di perseguire l’obiettivo prefissato ad inizio stagione”.

Attualmente ricopre un ruolo un po’ particolare. Cosa vuol dire per lei essere presidentessa del Cuneo Calcio Femminile?
"Sinceramente all’inizio mi ha un po’ spaventata l’idea di diventare presidente, è un impegno oltre che una responsabilità sotto tutti i profili, però non nascondo che sia una gran bella soddisfazione e spero di non deludere coloro che hanno creduto in me.”

Come si rapporta con le sue giocatrici?
"Credo che in qualsiasi tipo di rapporto ci debba sempre essere sincerità, fiducia, collaborazione e di conseguenza aiuto reciproco ed è stato questo il mio approccio con le giocatrici. Ho sempre cercato di essere presente, dialogando con loro, soprattutto nei momenti di difficoltà, tutto ciò aiuta a costruire un gruppo solido e ben coeso".


Secondo lei in che modo si può far avvicinare il pubblico al calcio femminile?
"Sicuramente l’input maggiore per far conoscere il calcio femminile dovrebbe darlo la Divisione Calcio Femminile promuovendo in modo massiccio il lavoro di tantissime realtà che con sacrificio, ma soprattutto tanta passione continuano ad andare avanti. E poi anche i media dovrebbero dare più spazio a questo sport che comunque all’estero è molto più considerato. Questo rappresenterebbe un bel biglietto da visita per lanciare in orbita il calcio femminile".

Pensa sia giusta tutta la disparità presente tra calcio femminile e calcio maschile?
"Trovo veramente assurda la disparità tra il calcio femminile e maschile, ma la realtà femminile, in qualsiasi ambito, purtroppo è questa. Il calcio maschile è un business, ci sono troppi interessi, interessi non presenti in quello femminile, dove in certe categorie prevale solamente la passione”.

Non pensa che, per far crescere il calcio femminile in Italia, bisognerebbe fare come in Inghilterra dove club come Man Utd, Chelsea, etc. hanno anche la squadra femminile? Il presidente De Laurentis aveva proposto una cosa del genere per il Napoli, ma poi non se n'è fatto più niente. Qual è la sua opinione a riguardo?
"Affiancare una società femminile ad una maschile sarebbe sicuramente un passo notevole, anche perché significherebbe una maggiore visibilità a 360 gradi. L’idea “estiva” di De Laurentis aveva subito suscitato parecchio interesse, poi però è andata a spegnersi, peccato perché sarebbe stato un buon inizio. Ho letto invece che l’Hellas Verona forse vorrebbe fare un qualcosa di simile con il Bardolino”.

Come vive la partita ogni domenica? La segue dagli spalti o dalla panchina?
“La partita la vivo sempre con una certa ansia, la seguo sempre sugli spalti e quasi sempre in piedi, in quanto mi riesce veramente difficile stare seduta in tribuna. Non nascondo che la domenica anziché i panni del presidente spesso  indosso quelli della tifosa sfegatata".

Chi vince il campionato?
"Bella domanda, è un campionato aperto in vetta e sinceramente con il girone di ritorno alla porte, mi trovo in difficoltà nell’azzardare pronostici. Sicuramente Fortitudo Mozzecane, Inter e Fiammamonza possiedono una marcia in più".

Cosa desidera per il 2012?
"Diciamo che il 2012 è incominciato con il botto, vista la presidenza, sinceramente inaspettata e questo è già un bell’inizio. Cosa desidero? I desideri sono due: il primo raggiungere tranquillamente la salvezza, il secondo vedere aumentare il gruppo delle attuali Esordienti che insieme alla squadra Primavera rappresentano il fiore all’occhiello della società. L’estate scorsa abbiamo fatto un lavoro a tappeto cercando di promuovere il calcio femminile ed i risultati si sono visti a settembre, quando al momento delle iscrizioni dalle nove bambine della passata stagione siamo arrivati a venti. Una gran bella soddisfazione per una realtà come quella di Cuneo; ora il nostro intento è quello di sensibilizzare maggiormente le società maschili a collaborare per far crescere ulteriormente il movimento calcistico femminile cuneese".

Giada Di Camillo

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