lunedì 19 marzo 2012

'Inverno Azzurro?: il pagellone degli sport della neve



La stagione degli sport della neve è conclusa, mentre per le discipline del ghiaccio bisognerà attendere ancora i Mondiali di curling, pattinaggio velocità e pattinaggio artistico. L'Italia ha vissuto un'annata da assoluta protagonista, brillando in diversi settori, ma soffrendo anche il taluni altri. Ecco dunque il nostro bilancio di un 2011/2012 che si è rivelato nel complesso decisamente positivo.


Sci alpino 9: 21 podi sono un bottino importante, così come prestigioso è il secondo posto dell'Italia alle spalle dell'Austria nella classifica per nazioni. Delle 5 vittorie totali, 4 sono state ottenute da sciatori over30 (2 Blardone, Deville e Merighetti), 1 da un Christof Innerhofer che nel finale di stagione ha lasciato il segno dopo diversi mesi tribolati per i numerosi infortuni. La selezione tricolore si è rivelata pressoché completa, dimostrando di poter competere per il podio in quasi tutte le discipline (slalom e combinata femminile escluse). Ciò che colpisce di questa squadra azzurra di sci alpino è la grande eterogeneità: i risultati, infatti, non arrivano solo dagli intramontabili veterani, ma anche da diversi giovanissimi che sin da ora rappresentano delle certezze per il futuro: tra questi ricordiamo Stefano Gross, Federica Brignone, Irene Curtoni e Dominik Paris. Anche in Coppa Europa i risultati sono stati eccellenti, con Lisa Agerer che si è imposta in classifica generale e Mattia Casse che lasciato intravedere quelle capacità necessarie per diventare nei prossimi anni quel polivalente che il Bel Paese aspetta ormai dai tempi di Gustavo Thoeni.

Sci di fondo 5: 4 podi complessivi non possono salvare la peggior stagione degli ultimi 20 anni. In campo maschile l'unica novità importante è rappresentata da Roland Clara, il quale viaggia già sulle trenta primavere. L'altoatesino, tuttavia, ha dimostrato di poter essere competitivo per il podio solo nelle gare con partenze ad intervallo, essendo purtroppo inadatto ai format moderni per i quali è necessario essere in possesso di un considerevole spunto veloce. Si è eclissato dopo una partenza che faceva ben sperare David Hofer, mentre continua a mancare un ricambio generazionale. Il fatto che il 40enne Giorgio Di Centa sia ancora (di gran lunga) il migliore in tecnica classica, spiega tutto. L'unico talento cristallino, Federico Pellegrino, ha oggettivamente deluso le aspettative, non solo per non aver mai convinto appieno nella sua gara, la sprint, ma anche (e soprattutto) per non aver compiuto alcun miglioramento nelle distanze lunghe: il tanto sospirato eclettismo che caratterizza i grandi campioni stranieri, Cologna, Northug ed Hellner su tutti, in Italia continua a rimanere un miraggio. Impossibile non attribuire le colpe di questi risultati ad una guida tecnica che vive nell'immobilismo da anni e non ha fatto nulla per mantenere lo sci di fondo italiano al passo con i tempi. L'auspicio è che con le nuove elezioni federali possa finalmente cambiare qualcosa anche nei quadri tecnico-dirigenziali. Nel settore femminile, inoltre, la situazione è persino peggiore. I ritiri di Longa e Follis hanno praticamente fatto sì che la selezione tricolore diventasse una mera comparsa sulla scena internazionale. Non ha retto il peso della responsabilità Silvia Rupil, mentre troppo lentamente procede la crescita di Virginia De Martin e Gaia Vuerich. Elisa Brocard, invece, ha ottenuto il massimo in considerazione delle sue potenzialità. L'unica nota lieta è costituita dalla giovane Debora Agreiter, che, medaglia d'argento ai Mondiali juniores a parte, ha dimostrato un bel temperamento e delle forti motivazioni per arrivare in alto.

Salto con gli sci 6: il primo podio della storia del salto femminile in Coppa del Mondo, conquistato da Lisa Demetz, non deve nascondere la realtà dei fatti: la selezione in rosa ha abbassato il proprio rendimento rispetto agli anni precedenti. Il livello si è considerevolmente innalzato con il passaggio dalla Continental Cup alla Coppa del Mondo e la sola Evelyn Insam ha saputo raggiungere le prime 10 posizioni con continuità. Stagione da dimenticare, invece, per la vice-campionessa del mondo Elena Runggaldier, le cui prestazioni sono state limitate da degli evidenti problemi tecnici sui quali dovrà lavorare molto la prossima estate. Annata senza infamia e senza lode, invece, per Sebastian Colloredo ed Andrea Morassi, entrambi fuori dai primi 30 nella classifica del circuito maggiore e carenti della necessaria continuità di rendimento.

Combinata nordica 8: infortuni e sfortuna a parte, quella di Alessandro Pittin è stata una stagione memorabile. Le tre vittorie di Chaux Neuve, le prime di sempre per la combinata italiana, resteranno nella storia, senza dimenticare che il 22enne di Cercivento, con 6 podi individuali complessivi, si trovava anche in lotta per la sfera di cristallo prima dell'infortunio alla spalla che ha messo fine anticipatamente alla sua stagione. Buono anche il rendimento degli altri azzurri, mentre il settore giovanile continua a produrre nuovi gioiellini come Mattia Runggaldier, Manuel Maierhofer e Samuel Costa. Il ciclo tricolore è appena agli albori.

Biathlon 6.5: il trionfo della staffetta maschile di Oberhof ha rappresentato il giusto premio per una squadra complessivamente in crescita. Lukas Hofer è apparso meno brillante rispetto alle previsioni, complici anche dei carichi di lavoro non sempre ben calibrati e dei malanni di stagione, tuttavia ha migliorato le proprie percentuali al poligono e dimostrato di poter diventare a breve uno dei grandi di questa disciplina. Nelle ultime settimane si è rivisto finalmente anche un buon Markus Windisch, mentre il fratello Dominik ha dimostrato grande personalità nell'impatto in pianta stabile in Coppa del Mondo. In campo femminile la veterana Michela Ponza, malgrado un'ottima precisione al tiro, paga inesorabilmente dazio all'età, mentre segnali incoraggianti provengono dalle giovani Dorothea Wierer, Alexia Runggaldier e Nicole Gonthier.

Snowboard 8.5: protagonista assoluto è stato Roland Fischnaller, il quale ha vinto ben 5 gare e sfiorato la sfera di cristallo per soli 20 punti. Il 32enne altoatesino fa parte ormai del gotha del parallelo. Buona anche la stagione di Aaron March, per due volte sul podio, mentre in campo femminile, dopo il quarto posto iniziale a Landgraaf, ha faticato ad affermarsi la giovanissima Nadya Ochner: la 19enne altoatesina, tuttavia, possiede le qualità per diventare il punto di riferimento della selezione in rosa nel prossimo decennio. La squadra di snowboardcross ha raccolto un solo podio con Emanuel Perathoner, troppo poco per le potenzialità di un gruppo che conta atleti del calibro di Schiavon, Matteotti e Visintin. In Coppa Europa si è messa in luce la 16enne Michela Moioli, la quale sin dal prossimo anno potrebbe debuttare nel circuito maggiore.

Slittino 7: non sono arrivate vittorie individuali, ma figurano 2 successi azzurri nel team-event. 11 podi complessivi, poi, rappresentano un bottino di tutto rispetto, inferiore solo a quello dello Sci alpino. Armin Zoeggeler ha vissuto la sua peggior stagione di sempre, limitato soprattutto all'inizio da problemi con i materiali. Il Cannibale, tuttavia, ha mostrato che la sua classe cristallina è ancora intatta, conquistando un argento europeo ed un bronzo iridato. Il 38enne di Foiana ha deciso di gareggiare sino alle Olimpiadi di Sochi 2014 e non è escluso che, Loch permettendo, possa tornare già dalla prossima stagione sul primo gradino del podio. Da segnalare la grande crescita del giovanissimo Dominik Fischnaller, giunto ottavo nella classifica finale di Coppa del Mondo, migliorato molto in fase di spinta e dotato di una qualità alla guida che potrebbe farne in futuro il vero rivale del tedesco Felix Loch. Il vivaio dell'Alto Adige, inoltre, continua a sfornare talenti come Kevin Fischnaller ed Emanuel Rieder, senza dimenticare il doppio dalle infinite potenzialità di Rieder-Rastner. In campo femminile continua la marcia di avvicinamento di Sandra Gasparini alle posizioni che contano.

Bob 5: stagione da dimenticare per Simone Bertazzo, che, a causa di problemi fisici sorti sin dal mese di ottobre, ha faticato a trovare la forma migliore. Da seguire con attenzione la crescita dell'astro nascente Patrick Baumgartner, campione olimpico giovanile e vero erede del 29enne di Pieve di Cadore. In campo femminile nessuna azzurra ha preso parte alla Coppa del Mondo. Ormai sta diventando una triste consuetudine: in federazione sono felici di questa situazione?

Skeleton 4: continua ad essere l'anello debole degli sport invernali italici. I piazzamenti in zona punti di Maurizio Oioli non possono bastare, mentre all'orizzonte non si intravedono degli atleti in grado di poter dare una sterzata a questa disciplina. In campo femminile, inoltre, la situazione è la medesima del bob. Non dimentichiamo che l'Italia vinse la sua prima medaglia d'oro alle Olimpiadi Invernali proprio nello skeleton, con Nino Bibbia che trionfò a St. Moritz 1948. Non sarebbe ora di smetterla di vivere solo di (lontanissimi) ricordi?

Per gli appassionati, troverete ulteriori e dettagliati approfondimenti sulla stagione di sci alpino, combinata nordica, sci di fondo, biathlon e salto con gli sci sui numeri di marzo di Universo Bianco (http://www.solomagazine.it/goto/dettaglio/rivista/1,5,8/sport/sport-invernali/universo-bianco) e Ski (http://www.solomagazine.it/goto/dettaglio/rivista/1,5,9/sport/sport-invernali/ski).

Federico Militello

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