lunedì 19 marzo 2012

Serie A: continua la lotta verso il tricolore ed il terzo posto, mentre per la B la situazione è più che mai in bilico


Archiviata la 28esima giornata di Serie A, il Milan mantiene quattro punti di vantaggio sulla Juventus seconda, mentre per il terzo posto la lotta è ancora apertissima. Lazio, Napoli e Udinese se la giocano infatti in due soli punti (48 i biancocelesti, 47 campani e bianconeri) e Inter e Roma (in campo stasera contro il Genoa) sperano in un miracolo a 41. In coda, sembra sempre più spacciato il Cesena, ma lo stesso discorso non vale più per un ritrovato Novara che, dopo il ritorno di Attilio Tesser, insegue una clamorosa salvezza a -8 dal quart’ultimo posto, attualmente occupato dal Siena di Sannino.


La rete di Emanuelson dopo il dribbling a Mirante
Partiamo dalla vetta, che vede vincere senza troppa fatica un cinico Milan, guidato dal solito Zlatan Ibrahimovic e da un (ri)nato Urby Emanuelson, ormai pedina fissa sulla trequarti rossonera, che nel sacco di Parma (0-2) partecipa attivamente siglando un gran gol in contropiede. Certo, nel primo tempo lo stesso eclettico olandese era stato autore di un errore clamoroso a due passi dalla porta, ma le sue prestazioni convincono partita dopo partita sempre di più la dirigenza di Via Turati e il mister Massimiliano Allegri, il quale comunque ha sempre dimostrato grande stima nei confronti dell’ex Ajax ed ora sta raccogliendo i frutti del proprio lavoro.

La gioia di Mirko Vucinic sabato sera a Firenze
Per un Milan che abbraccia la sorpresa Emanuelson, c’è una Juventus che ritrova i gol dei centrocampisti (Vidal, Marchisio, Pirlo e Padoin) e, soprattutto, spera ancora nel tricolore spinta da un Mirko Vucinic in stato di grazia. Il montenegrino dimostra di valere in pieno di 15 milioni spesi quest’estate da Marotta e Agnelli, siglando il gol che apre le danze alla manita bianconera a Firenze e fornendo anche tre assist per i compagni. Se l’ex Roma manterrà la costanza, unico grande difetto di questo potenziale top-player, la Juve darà filo da torcere al Milan fino a maggio per la conquista dello scudetto.

Delude ancora l’Inter, bloccata sullo 0-0 casalingo dall’Atalanta e dal secondo rigore fallito consecutivamente da Milito, ipnotizzato questa volta da Consigli. Per Ranieri, dopo l’eliminazione-beffa dalla Champions League, i risultati stentano ad arrivare e da ieri il tecnico romano ha una grana in più, che porta il nome dell’uruguaiano Diego Forlan, il quale (pare) si sia rifiutato di entrare in campo nella ripresa. L’allenatore minimizza e smentisce l’accaduto, ma il clima ad Appiano Gentile è tutt’altro che roseo.

Clima non felicissimo neppure per le tre squadre che si stanno giocando l’ultimo posto valido per l’approdo alla prossima Champions, ovvero Lazio, Napoli ed Udinese. I biancocelesti, dopo l’illusione del derby, sono incappati in due pesanti stop contro Bologna e Catania, giocando male e regalando l’impressione di essere in debito d’ossigeno (merito per caso di un mercato di riparazione inesistente?). Al “Massimino” va in onda l’ennesimo capolavoro tattico di Vincenzo Montella, che porta i rossoblù a quota 41 punti (gli stessi dell’Inter): questa volta il mattatore è Nicola Legrottaglie, difensore intelligente che, dopo aver capito di non servire più alle big, si sta togliendo parecchie soddisfazioni in Sicilia. 

Discorso diverso invece per Udinese e Napoli, che non sfruttano il k.o. dei ragazzi di Reja e danno vita ad un incontro spettacolare al Friuli, compromesso, però, da una decisione esagerata dell’arbitro Rocchi (quello di Inter-Napoli e Bologna-Milan, strano eh…) che espelle per un’inezia Fabbrini e favorisce la rimonta insperata degli azzurri. Sugli scudi Edinson Cavani, trascinatore dei suoi con una doppietta (nonostante un penalty fallito goffamente) che spegne ogni velleità bianconera dopo le reti di Pinzi e Di Natale.

Scendendo in graduatoria, saluta virtualmente la serie A il Cesena, che cade (nuovamente) a Cagliari sotto una tripletta di uno scatenato Mauricio Pinilla. Per le altre due retrocessioni, infine, ci sarà da lottare fino all’ultimo, poiché anche il Novara (penultimo) dimostra di esserci espugnando il “Franchi” di Siena per 2-0. Chi rischia, o comunque non deve sottovalutare assolutamente l’impegno, è la Fiorentina di Delio Rossi, praticamente priva di gioco senza il talentuoso Jovetic nonostante giocatori di qualità come Montolivo, Vargas e Cerci, che, ferma a quota 32 (solo +6 sul Lecce terzultimo), evoca i fantasmi del recente passato chiamato Sampdoria

Sulla carta i viola sono superiori, ma Atalanta, Cagliari, Genoa, Siena, Parma e Lecce (ieri discreto 1-1 in casa contro il Palermo) sono sicuramente più abituati a pressioni di questo genere e personalmente non mi stupirei più di tanto se, a meno di (plausibili?) repentini miglioramenti negli ultimi 10 turni, a fine stagione avessimo un clamoroso colpo di scena fra le squadre destinate alla B.
Perché, diciamocelo, ora come ora la Fiorentina (ok le scusanti, anche se il rosso a Cerci era ineccepibile, ok gli infortuni, ok tutto) è davvero uno spettacolo pietoso, poveri Della Valle, criticati pesantemente sabato sera, e povero Prandelli…

Francesco Caligaris

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