martedì 8 maggio 2012

Italia sommersa dalla Lettonia, domani spareggio salvezza



Dopo la brillante vittoria per 4-3 sulla Danimarca, la nazionale italiana di hockey sul ghiaccio ripiomba nella paura ai Mondiali di Svezia e Finlandia, essendo stata travolta per 5-0 dalla Lettonia. Per la salvezza, a questo punto, diventa decisiva la sfida di domani con la Norvegia: bisogna vincere per non dare addio quasi certamente alla massima divisione.
Per la Lettonia vale lo stesso discorso fatto per la Germania qualche giorno fa: se fino a qualche stagione fa i baltici rappresentavano un avversario alla portata (l'ultima nostra vittoria risale ai Mondiali del 2007), ora per l'Italia sono diventati uno scoglio insuperabile. Ciò è testimoniato dal fatto che non solo gran parte dei lettoni militano in Khl (il Campionato russo), ma che in questa rassegna iridata la formazione dell'Est Europa punta decisa ai quarti di finale, avendo già superato ieri per 3-2 proprio la Germania.

Nel match odierno la selezione tricolore è rimasta in partita soltanto nel primo quarto e quasi esclusivamente grazie alle parate del sempre affidabile Bellissimo, il quale ha subito la prima rete solo in chiusura di parziale a causa di una sfortunata deviazione di Johnson.

Nelle due frazioni successive, poi, la Lettonia ha dilagato, palesando una velocità nettamente superiore a quella degli azzurri e chiudendo la contesa sul 5-0.

Attualmente l'Italia è sesta nel Gruppo S con 2 punti, davanti di una lunghezza rispetto a Norvegia e Danimarca. Considerando che contro Repubblica Ceca, Svezia e Russia per i ragazzi di Rick Cornacchia le possibilità di racimolare punti saranno prossime allo zero, quella di domani contro la Norvegia rappresenterà la partita campale per l'hockey nostrano. In caso di sconfitta, infatti, al blu-team, per evitare la retrocessione, non resterebbe che sperare che la Danimarca venga sempre sconfitta nei rimanenti incontri prima dell'overtime. Vincendo domani con gli scandinavi, invece, la salvezza sarebbe quasi al sicuro. Serve un'impresa.

Federico Militello

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