giovedì 22 dicembre 2011

Basket: i club tornano a puntare sui giovani italiani

                                      

L'Olimpia Milano punta tutto su Alessandro Gentile, la Montepaschi Siena si coccola Pietro Aradori: che sia cambiato qualcosa nella pallacanestro di casa nostra?


Alessandro, figlio del grande Nando, è la scelta dell'Emporio Armani per sostituire Danilo Gallinari. Una decisione importante quella della squadra milanese, che non ha avuto alcun timore riverenziale ad affidarsi al talento più cristallino che i nostro campionato può offrire.
Classe 1992, mezzi fisici importanti ed una mano educatissima sono il mix giusto per far diventare il giovane casertano una delle stelle del nostro basket, con un sogno chiamato NBA da cullare in questi anni. Cresciuto nella Benetton Treviso, con cui ha esordito giovanissimo in A1, Gentile ha saputo subito ritagliarsi un ruolo da protagonista, diventando uno dei leader della squadra. Miglior giocatore e marcatore agli scorsi europei Under19 e uomo-squadra in quelli Under20, Alessandro è chiamato ora a diventare uno dei perni della nazionale che Simone Pianigiani vuole costruire per Euro2013. 


Proprio il ct della nostra nazionale si sta strofinando gli occhi per osservare ancora meglio le magie di un altro giovane di enorme qualità, quel Pietro Aradori lasciato partire troppo presto da Milano e che ora fa le fortune della Montepaschi. E' solo di ieri sera la prestazione da 23 punti con cui la guardia bresciana ha spazzato via i polacchi del Prokom in Eurolega. Tutta Siena, però, ha in mente ancora i 20 punti nell'incredibile e roccambolesca vittoria di una settimana fa contro il Barcellona.
Da giovane di belle speranze a stella nascente del nostro basket il passo è stato breve, ma il buon Pietro ha dovuto faticare molto per poter arrivare a questi livelli. Gli anni bui di Milano e Roma (che non hanno mai creduto realmente nelle sue qualità) sono stati cancellati dalla stagione da protagonista in quel di Biella e dalla successiva chiamata della Mensana, che, dopo una prima stagione di assestamento, ha chiaramente puntato sul talento bresciano. Rimane il rammarico di non averlo ancora visto in nazionale (inspiegabile la non convocazione per gli Europei in Lituania), ma il tempo gioca dalla sua parte.

Puntare sui giovani è una politica rischiosa, ma che si dimostra vincente come nel caso della Benetton Treviso, che ha deciso di costruire un progetto serio ed ambizioso, partendo da quei ragazzi che nel settore giovanile hanno fatto faville. Ceduto il già citato Gentile, in maglia biancoverde restano alcuni prospetti molto interessanti e su cui coach Sasha Djordjevic crede fermamente. Stiamo parlando di Andrea De Nicolao, Daniele Sandri e Gino Cuccarolo, quest'ultimo il più vecchiotto e più esperto dei tre. La linea verde di Treviso sta pagando e i risultati sia in campionato che in Eurocup sono positivi. Dei tre specialmente De Nicolao sembra avere le carte in regola per poter diventare un giocatore molto importante, forse quel play che manca tanto alla nostra nazionale.


Vi sono tanti altri giovani sulla cresta dell'onda e pronti a spiccare il volo verso la consacrazione definitiva: Nicolo Melli, Achille Polonara e Lorenzo D'Ercole sono solo alcuni nomi. Il primo, compagno di squadra di Gentile a Milano, è nella stagione della definitiva maturazione e coach Scariolo ha già puntato numerose volte su di lui, schierandolo addirittura nel quintetto iniziale. Un talento alla luce del sole quello di Melli: si parlava addirittura di un futuro NBA qualche anno fa, con l'unico problema di una troppa incostanza, forse dovuta ancora alla sua giovane età. 
Polonara si sta facendo le ossa in quel di Teramo e ha già dimostrato, soprattutto nelle nazionali giovanili, di poter essere un giocatore importante per qualsiasi squadra italiana. Ultimo, ma non per questo meno bravo, il giovanissimo D'Ercole, cresciuto nelle giovanili di Siena ed ora chiamato all'esplosione nella Vanoli Cremona, che sta concedendo al  22enne di Pistoia minuti importanti e l'occasione per mettere in mostra tutto il suo talento.

Andrea Ziglio

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