martedì 27 dicembre 2011

Tournée dei 4 Trampolini 2011/2012: l'analisi completa dei protagonisti





Dopo un mese di Coppa del Mondo, per gli atleti del salto con gli sci è tempo del primo appuntamento di prestigio della stagione. Stiamo parlando della Tournèe dei Quattro Trampolini, giunta alla sua 60esima edizione.
Quest’anno, in assenza dei Mondiali, è l’appuntamento più importante in assoluto. Anche il format di gara sarà diverso dalle normali competizioni. Si aggiudicherà la Tournèe colui che al termine delle quattro gare, che si disputeranno sui trampolini di Oberstdorf, Garmisch, Innsbruck e Bischofshofen, avrà racimolato la somma più elevata di punti. Sono previsti cambi regolamentari anche all’interno della singola gara, in special modo nella prima manche. Gli atleti si dovranno qualificare alla seconda serie di salti mediante il “K.O. System”: essi si affronteranno in sfide due contro due, cercando di guadagnare il pass per l'ultimo salto ottenendo un punteggio migliore dell’avversario. Gli accoppiamenti saranno decisi dal salto di qualificazione: il 50esimo qualificato si sfiderà col primo, il 49esimo col secondo e così via. Per garantire l'ingresso tra i top 30 ad atleti di spessore, che nonostante abbiano ottenuto un buon punteggio non sono stato in grado di superare quello dell’avversario, saranno ripescati i 5 saltatori inizialmente non qualificati che hanno ottenuto i migliori punteggi. La formula, la storia, l’indecisione della competizione la rendono un appuntamento immancabile per ogni appassionato di una disciplina che affonda le sue radici all’inizio del XX secolo

Il naturale favorito per il titolo è Andreas Kofler. L’austriaco, vincitore di ben 4 gare in stagione, ha già conquistato la Tournèe nel 2010 e, con lo stato di forma attuale, il bis non appare un'utopia. Il 27enne di Innsbruck è un atleta completo, che riesce a difendersi con qualsiasi condizione di vento,  prototipo perfetto del saltatore che deve riuscire a mantenersi nelle prime posizioni per otto salti consecutivi. 

Non può essere sottovalutato Gregor Schlierenzauer, connazionale di Kofler. Il 22enne campione del mondo in carica è indubbiamente il saltatore più talentuoso sulla piazza, ma fa fatica a mantenere costante il rendimento. Spesso e volentieri è il migliore nel salto di qualificazione, ma in gara qualcosa sembra rompersi. Fa del suo punto di forza la fluidità di azione in uscita dal dente, che gli permette di raggiungere un’ottima quota senza disperdere velocità: in questo modo riesce a fare la differenza in fase di atterraggio, dove riesce a guadagnare metri su metri alla maggior parte degli avversari. 

Continuando il nostro viaggio in casa Austria troviamo Thomas Morgestern, vincitore lo scorso anno. Il detentore della Coppa del Mondo si era presentato ai cancelletti di partenza della stagione con tutte le credenziali per poter, se non ripetere, quantomeno avvicinare le performances dell’anno scorso. Il 26enne della Carinzia ha invece evidenziato dei limiti dal punto di vista tecnico, mostrando solo poche quella potenza in fase di stacco che lo rendeva unico in tutto il circuito. 

Ultimo pretendente alla vittoria per la corazzata bianco-rossa è Martin Koch. Mai vincente fino allo scorso anno, si è sbloccato nelle gare di volo e potrebbe davvero fare la differenza qualora trovasse condizioni di vento da sotto. Certamente non fa della costanza la migliore della sue armi e spesso non riesce a mettere assieme due salti dello stesso livello nell’arco di un ora e mezza: sembra quasi impossibile possa compiere 8 salti praticamente perfetti in una settimana, ma stiamo parlando di una competizione particolare, che potrebbe stimolare i più reconditi istinti di ogni saltatore in modo che da poter sopperire a quelle che di solito possono essere viste come delle lacune. 

Usciamo finalmente dai possedimenti ex-asburgici, per addentrarci nel regno norvegese. Primo e più serio pretendente alla vittoria è Anders Bardal, che sembra aver finalmente trovato una sua dimensione. Il 29enne scandinavo, al momento, costituisce uno dei più potenti atleti in circolazione e con vento da dietro potrebbe avere qualche metro di vantaggio rispetto ai concorrenti. Altro punto di forza da non sottovalutare in una competizione che si potrebbe decidere sul filo dei decimi è la grande precisione stilistica, che gli permette di ottenere spesso voti superiori al 18,5 dai giudici. 

L’altro norge su cui puntare è Tom Hilde, non di certo autore di un grande inizio di stagione. Ha infatti faticato a trovare una forma fisica che gli permettesse di sviluppare forza in uscita dal dente. Proprio questa è la chiave delle prestazioni che hanno permesso allo scandinavo di conquistare il quinto posto nella classifica generale della scorsa stagione. Apparso in ripresa nelle ultime uscite, va certamente tenuto d’occhio, perchè con le sue caratteristiche può risultare competitivo con qualsiasi condizione di vento. 

Un salto, anzi due, in casa Germania, che nell’ultimo anno è tornata prepotentemente alla ribalta dopo un più di un lustro in cui gli atleti teutonici avevano difficoltà a competere con i rivali delle altre nazioni. In particolare i più competitivi in questo momento sembrano essere Severin Freund e Richard Freitag. Il primo si sta confermando dopo l’esplosione dello scorso anno, quando ha concluso la classifica generale al settimo posto. Dotato di grandissima potenza, è da annoverare tra i favoriti in caso di vento da dietro, che non incide troppo su coloro che, come il teutonico, non assumono una posizione aerodinamica perfetta. 
Diverso il discorso per Freitag, più dotato nel gesto tecnico del galleggiamento. In ogni caso il vincitore di Harrachov fa del suo punto di forza la grande fluidità in uscita dal dente, che gli permette di mantenere alta la velocità: in questo modo riesce a guadagnare metri sugli avversari in uscita dal dente. Per lui vale lo stesso discorso del connazionale: partendo da non favorito, deve cercare di sfruttare eventuali colpi di fortuna che gli potrebbero permettere di guadagnare terreno sui vari Morgestern, Schlierenzauer, Kofler e Amman. 

Proprio l'elvetico Simon Amman potrebbe rappresentare l’incognita numero 1. Dopo aver saltato le gare di Kuusamo, si è presentato in quel di Lillehammer per iniziare il percorso di preparazione alla Tournèe, suo obiettivo principale della stagione in quanto è l’unico ormai mancante nel suo spettacolare palmarès. Il quattro volte campione olimpico non è mai sembrato quello dei giorni migliori, anche se nelle gare di Engelberg ha fatto intravedere dei segnali di ripresa.

Outsiders di lusso il ceco Roman Koudelka e lo sloveno Robert Kranjec. Il primo, dopo una stupenda stagione estiva, era chiamato ad una conferma, arrivata puntuale. Dopo aver sciorinato salti di altissimo livello in qualsiasi contesto, potrebbe far saltare il banco se trovasse le giuste sensazioni. Mina vagante, invece, Kranjec. Volatore puro, in questa stagione non si sono quasi mai trovate condizioni di vento che spirava da sotto. In ogni caso si è sempre difeso anche in situazioni che in passato l’avrebbero visto partire sfavorito. Non sarebbe di certo una sorpresa vederlo sul podio a fine torneo se le condizioni fossero quelle da lui più gradite.

Partono con la speranza di fare bene i due italiani di punta del movimento azzurro, Sebastian Colloredo e Andrea Morassi. Nonostante i 4 posti a disposizione, lo staff tecnico ha deciso di disputare le gare della Tournèe convocando questi due soli atleti. Siccome possiedono caratteristiche opposte, non è utopistica la possibilità di piazzare almeno uno dei due ragazzi a punti in ogni gara, con la speranza di raggiungere una delle prime 15 posizioni in classifica generale.  Nelle gare in cui il vento spirerà da dietro potremo avvalerci della grandissima esplosività di Colloredo, mentre se dovesse esserci del vento da sotto la tecnica sopraffina di Morassi potrebbe davvero permettere agli appassionati italiani di sognare. 
Le gare inizieranno giovedì 29 dicembre con la qualifica dal trampolino Obertdorf, con la gara che si disputerà il giorno successivo. 


Gianluca Santo

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