lunedì 12 dicembre 2011

'Inverno Azzurro': Kostner e Fontana, orgoglio d'Italia; in crescita il curling femminile




Per Carolina Kostner il 2011 verrà ricordato come l'anno che ha rappresentato lo spartiacque tra una prima parte di carriera da ragazzina inesperta e logorata in maniera eccessiva dalla pressione esterna ed una seconda da campionessa matura ed in grado di primeggiare con costanza sui più svariati palcoscenici mondiali.

La 24enne altoatesina ha cominciato la stagione con una nuova identità: sul ghiaccio le paure del passato hanno lasciato spazio alla gioia di coltivare la passione di una vita. Carolina emoziona con una espressività da attrice consumata, creando un'atmosfera solenne e per certi versi magica. Anche dal punto di vista tecnico l'azzurra ha compiuto passi da gigante e, grazie all'esperienza acquisita, riesce a gestire nel migliore dei modi pure dei salti non eseguiti perfettamente. Insomma, la Kostner attuale rappresenta un patrimonio per lo sport italiano e non è affatto escluso che non lo rimanga anche oltre le Olimpiadi del 2014.

Arianna Fontana ha superato anche l'esame di maturità del campo di gara di Shanghai, ovvero quello dove si assegnerà il titolo iridato all-round del 2012. 5 vittorie in due mesi rappresentano un bottino da fuoriclasse assoluta, che certificano lo stratosferico livello raggiunto dalla 21enne valtellinese. Il merito di questa prorompente fioritura nel verde prato delle più grandi atlete dello short track è dovuta principalmente al tecnico canadese Eric Bedard, che ha portato tecniche di allenamento nuove (incentrate principalmente sull'esplosività muscolare) ed insegnato alle azzurre tattiche di gara accorte e redditizie. Tornano alla mente le parole della Fontana al termine delle Olimpiadi di Vancouver 2010, quando vinse il bronzo nei 500 metri: "Per fare il vero di salto di qualità ed impensierire le potenze asiatiche, servono dei cambiamenti a livello tecnico, magari con un allenatore straniero che porti qualcosa di nuovo". La campionessa di Sondrio è stata ascoltata ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

La nazionale di curling femminile è giunta sesta ai Campionati Europei di Mosca. Un risultato che, oltre ad essere il migliore degli ultimi 4 anni, consente alla selezione tricolore di partecipare ai Mondiali del 2012 che assegneranno i primi punti per la qualificazione alle Olimpiadi di Sochi 2014. Fondamentale per il ritorno ad alti livelli della squadra è stato il rientro dopo due anni di stop della skip Diana Gaspari, già capitana alle Olimpiadi di Torino 2006 e medaglia d'argento agli Europei del 2007. L'intesa tra la 27enne di San Candido e le altre compagne di squadra può solo migliorare, dunque i margini di miglioramento in vista della rassegna iridata sono elevati. L'Italia ha dimostrato di potersela giocare alla pari con chiunque, perdendo solo per inesperienza alcuni match con selezioni sulla carta più forti e vincendo con relativa facilità gli incontri con avversarie del medesimo livello. Da segnalare anche la crescita costante della 23enne Giorgia Apollonio.
L'obiettivo, neanche neanche tanto velato, è quello di partecipare ai prossimi Giochi Olimpici: per il curling italico sarebbe un risultato storico, in quanto mai la qualificazione è stata conquistata sul campo.
Il medesimo, sogno, invece, non potrà essere cullato dalla selezione maschile, che ha concluso il torneo continentale in ultima posizione, con conseguente retrocessione in Seconda Divisione.

Nello sci alpino lo Slalom si è rivelato essere la disciplina che può trascinare il Bel Paese in questa stagione. Christian Deville rappresenta l'ennesimo esempio di come i nostri atleti, a tutte le latitudini, maturino sempre con pesante ritardo rispetto alla media europea (anche se poi, bisogna dirlo, gareggiano sino alle soglie dei 40 anni!). Moelgg e Razzoli sono delle certezze, mentre è del tutto inaspettata la rinascita nel veterano Patrick Thaler, che su piste come quelle di Adelboden e Kitzbuhel potrà togliersi delle importanti soddisfazioni. Segnali positivi giungono anche dai giovani Stefano Gross, vicino al salto di qualità, e Roberto Nani, forse unico atleta della selezione tricolore in grado di poter diventare competitivo sia in Slalom sia in Gigante.

Week-end interlocutorio per la combinata nordica, con Pittin fuori dai 10 e Lukas Runggaldier neppure qualificato per le due gundersen, mentre nel salto si registrano gli importantissimi progressi di Andrea Morassi e Sebastian Colloredo, pronti ormai per occupare le prime 15 posizioni del circuito con buona continuità.
Nel biathlon si registrano i passi avanti di Lukas Hofer, anche se ancora distante dalla forma migliore che, con ogni probabilità, raggiungerà a gennaio. Preoccupa invece, e non poco, l'involuzione della giovane Dorothea Wierer, rivelazione della scorsa stagione, ma attualmente non competitiva in Coppa del Mondo.

Infine, chiudiamo con l'argomento Armin Zoeggeler. Il Cannibale sta vivendo il peggior inizio di stagione della sua vita, ma le circostanze non lo hanno di certo aiutato. Le prime due piste su cui si è gareggiato privilegiano atleti dotati di una spinta formidabile, in quanto, vista la pressoché totale assenza di grandi asperità tecniche, non consentono grossi recuperi nei tratti guidati. Se a Igls aveva limitato i danni con una terza piazza, il 37enne di Foiana nulla ha potuto sul budello di Whisteler, che, dopo le modifiche apportate, risulta indegno della Coppa del Mondo (in sintesi è come un unico, lungo rettilineo). Visto il distacco di 100 lunghezze dal tedesco Loch in classifica generale, il fuoriclasse italiano deve dare addio al sogno di conquistare l'undicesima sfera di cristallo della carriera. Attenzione, però, a dire che sia ormai troppo vecchio: già dalla prossima gara di Calgary, catino adatto alle sue caratteristiche, il Cannibale tornerà a lottare per la vittoria.

Federico Militello

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